Ilsaxofono.it

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home

E' morto Gianni Basso, gigante del sax

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 5
ScarsoOttimo 

È morto, all'ospedale di Asti, il musicista Gianni Basso. Aveva 78 anni. Riconosciuto come uno dei più grandi esponenti del jazz italiano, ha fatto parte di band di primo piano come la Kenny Clarke/Francis Boland Big Band, la Maynard Ferguson Biga Band e la Thad Jones Biga Band. Lascia la moglie Luciana e i figli Gerri, Roberto e Alex.

Compositore, direttore d'orchestra, aveva cominciato studiando il clarinetto in Belgio dove viveva col padre, ed era entrato nella Big Band di Falsan a soli 15 anni. In Italia aveva fatto poi compagnia con Oscar Valdambrini in un celebratissimo duo allargato fino a un ottetto, cominciando a lavorare da noi e all'estero con altri maestri jazz come Dino Piana, Mario Pezzotta, Glauco Masetti, Renato Sellani. Con la sua duttilità, affascinò Mina che lo volle con sé in sala nei '90, e sponsorizzò jazzisti di oggi come Fabrizio Bosso e Flavio Boltro. Per mezzo secolo è stato protagonista di concerti all'Italia e all'estero.

Una biografia completa su di lui, Una vita con il sax, è stata scritta dall'amico Armando Brignolo. La Basso-Valdambrini per anni è stata la capofila nazionale del jazz. Nella sua lunga carriera di successo ha anche svolto un'intensa attività discografica, da Miss Bo dell'85 al cd Live Featuring Slide Hampton. Non si contano le sue performance radiofoniche e televisive, i concerti.

Significativa la sua esperienza come direttore della Basso Big band Jazz School e nell'orchestra che porta il suo nome. All'Art Cafè del Meridien del Lingotto, a Torino, Gianni Basso aveva recentemente diretto la Torino Jazz orchestra nell'ambito della stagione Portrais in Jazz and International Events, coadiuvato da Fulvio Albano. Nel suo libro Brignolo sottolinea di Basso l'attaccamento alle origini, alle amicizie astigiane. Proprio Asti, a luglio, gli ha dedicato un concerto dove lui non è riuscito ad essere presente perchè già colpito dalla malattia. Sul palco, invece, l'amico Dino Piana.

Erano suoi amici i giganti del jazz, nel periodo cool jazz dei Cinquanta Jerry Mulligan e Chet Baker, ma anche Lee Konitz e Johnny Griffith. Con tutti loro aveva fatto il pieno in fumosi locali delle ancora ruggenti New York e Chicago. Aveva tanti fans e una propensione istintiva a metter su formazioni; lo chiamavano per quella bravura disinvolta e allegra che si portava dentro, quasi inconsapevolmente: negli anni ha collaborato con Phil Woods e Aet Farmer, con Buddy Colette e con big band famosissime tipo la Kenny Clarke/Francis Boland, o la Maynard Ferguson, o la Thad Jones.

Ma le frequentazioni di tanto parterre de roi non hanno mai scalfito un carattere schietto e genuino, come solo hanno i grandi davvero. Era un uomo che amava le gioie della vita, il barbera purché sublime, gli amici con i quali scherzare fino a notte. Se ti raccontava di Jerry o di Chet tu sapevi che parlava di Mulligan o di Baker, ma il suo sorriso respingeva ogni sospetto che volesse sorprendere. Il sax era sempre appoggiato alla sedia perché poteva capitare che lo imbracciasse all'improvviso, e ti facesse svenire puntandoti addosso quattro note dolcissime e subito svisate e perse verso l'infinito. Era un uomo che appena poteva saliva su un aereo e se ne tornava dalla moglie affettuosissima Luciana, e dai tre figli, in mezzo alle sue colline, ad Asti e in campagna.




Ad Asti, con una solenne cerimonia religiosa nella chiesa di San Secondo, una folla di amici ha partecipato ai funerali di Gianni Basso il jazzista deceduto  lunedì all'età di 78 anni, dopo circa dieci mesi di malattia.

Accanto all’altare la sua “Torino Jazz Orchestra” che, accompagnando la funzione officiata dal parroco don Giuseppe  Gallo, ha dato l’ultimo affettuoso saluto al maestro.

Su una sedia vuota il suo saxofono tenore, che per mezzo secolo lo ha accompagnato nei teatri di tutto il mondo. Nei primi banchi, la famiglia: la moglie Luciana, i figli Gerri, Roberto ed Alex con i nipotini.

La città era rappresentata dal sindaco Giorgio Galvagno e dalla giunta. Il parroco, nella sua omelia, ha avuto parole di grande stima per l’artista definendolo un poeta dal cuore generoso. La salma, dopo la cremazione, raggiungerà la tomba di famiglia al cimitero di Asti

 

Fonti: lastampa.it e ilgiornale.it

Ultimo aggiornamento Lunedì 24 Agosto 2009 10:08  

Cerca nel sito